CANALINO NORD AL PIZZO DEL DIAVOLO
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Scritto da claudio   
Giovedì 12 Gennaio 2012 11:35

L'iniziativa è partita come al solito dal vulcanico Gab con una telefonata: appuntamento alle 5.30 di Martedì 10 Gennaio 2012 a Forca di Presta con destinazione il canalino Nord. Non eravamo certi delle reali condizioni della via , quindi poteva risultare un'uscita diciamo esplorativa.... Ma i fatti hanno poi dato ragione all'intuito del Gab. Quindi sveglia alle 2.50, appuntamento alle 3.30 con Stefano (partito da Pesaro...) ad Ancona Sud, colazione alle 4.45 all'autogrill dopo Ascoli....insomma la solita routine !! A Forca si fanno gli zaini col materiale (per una ripetizione con le condizioni da noi trovate consiglio: due 1/2 corde, 2 picche, ramponi tecnici, serie di friends BD fino al 3 doppiando alcune misure centrali, una scelta di chiodi da roccia ( 7/8), 2/3 viti da ghiaccio medio corte, 5 rinvii, cordini) e via ancora la solita routine: Zilioli (avvicinamento effettuato senza l'ausilio della lampada frontale grazie alla compagnia di una magnifica luna piena...)

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I laghi (occhio alla discesa perchè è una lastra di ghiaccio: solo quella fatta all'incontrario diventerebbe una salita a se...) e finalmente alle 9.00 si riciccia (si attacca la via nda ) !!!

La via del Canalino Nord attaccherebbe propriamente dalla comba posta sulla Nord del Pizzo del Diavolo all'altezza dell'attacco dello spigolo Bafile. Noi abbiamo preferito iniziare, visto le perfette condizioni, da un canalino che scende dalla comba stessa subito a dx della base dello spigolo venendo dai laghi. Queste sono due lunghezze non banali, in quanto oltre a ripidi muretti di ghiaccio c'è da superare un muro di roccia con uscita su ghiaccio di 4/5 mt (usati 2 friend ed un chiodo (tolto)), con la tecnica molto in voga adesso detta dry tooling (mannaggia se l'uscita non fosse stata su ghiaccio avrei fatto del total dry puro... :-)) ) . Quindi ora la via continua con un canale nevoso fino alla comba e da qui all'evidente via del canalino vera e propria, che corre alla dx della via della fessura. Si inizia con un tiro su ghiaccio fino a 80°/85° (presente un chiodo di sosta alla base ) per una decina di metri, poi le pendenze diminuiscono a 70° circa fino ad una sosta con due chiodi e cordone (l'unica di tutta la via ). Poi altri 2 evidenti tiri sempre sui 70° ci portano ad un aereo pulpito (presente un chiodo di sosta ) . Da qui in discesa 2 mt, poi si risale una placca delicata con poco ghiaccio e massima esposizione fino ad incontrare un masso incastrato che noi abbiamo aggirato sulla dx (si può anche andare dritti ma più difficile in quanto con poco ghiaccio ) con una esposta e delicata traversata fino a guadagnare risalendo ancora 7/8 mt una cengetta con fessura verticale, ottima per fare sosta con 3 fiends. Da qui la via continuerebbe dritta però completamente su roccia . Noi abbiamo preferito, arrivati sotto la parete, attraversare a dx (attenzione ad alcuni mt da fare in discesa dopo una selletta) fino ad una evidente cengia nevosa (reperire un'ottima fessura al centro della parete per allestire una sosta a chiodi ). Da qui ancora in traverso in leggera discesa fino ad una spaccatura/canalino che si risale su ghiaccio . Da qui fino in vetta in conserva lunga protetta scalando cenge, gradoni, saltini e pendii a 60° sempre su ottimo ghiaccio o neve dura. Con le condizioni da noi trovate la via è molto divertente, ma mai banale (siamo stati sempre sulle punte di tutti i nostri attrezzi ). Alcuni passi direi sono abbastanza impegnativi sia per la delicatezza e tecnicità sia per la difficile proteggibilità (a volte bisogna andare via molto lunghi..... ) . Alla fine la via sviluppa 400 mt per 10/12 tiri di corda . Provo anche a lanciarmi per dare una difficolta estesa alla via del tutto personalissima . Dunque: AI 3/3+,M4+,R3,III . è leggibile... ? Alla fine noi in tre abbiamo impiegato 11 ore complessive: alle 17 eravamo di nuovo a Forca. Consiglio vivamente agli amanti di questo terreno una ripetizione finchè perdurano questa stupende condizioni, che non so quando e se si potrebbero ripresentare . La via incredibilmente è un vero "gioellino" e mi viene da pensare che a volte si fanno centinaia di km per trovare terreni di gioco simili (forse anche più facili ) anche se in comprensori molto più blasonati. A volte invece basta andare "dietro casa", sulle montagne "di casa" con un sincero spirito di curiosità, scoperta e avventura per vivere giornate di vero alpinismo. Non c'è niente da fare, le montagne non si spostano: dobbiamo andare noi da loro.... Solo l'alpinismo classico non tradisce mai....L'affiatamento della cordata ha funzionato alla grande (anche se a Ste consiglio amichevolmente un corso di fotografia.... :-)  ), dopo tutto ci eravamo già testati sulla stessa montagna, ma d'estate sul diedro degli angeli (vedi vecchi post ). 

Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Gennaio 2012 18:35