Parete Nord del Cervino
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Scritto da Andrea Ridolfi   
Lunedì 21 Novembre 2011 00:00
Mercoledi' 17 agosto dovevamo andare ad arrampicare. Sina doveva tornare Martedi' dalla cresta di Zmutt al Cevino. Ma lunedì' sera mi chiama "La nord e' in condizioni, domani c'e' una cordata che ci va, riesci ad essere alla hörnlihütte martedì sera?".
La scena di due anni prima si ripeteva, quando alla veglia della mia partenza da Boston, Sina mi aveva chiamato per dirmi che la Walker alle Grand Jorasses era in condizione .. almeno questa volta avrei fatto la salita senza problemi di fuso orario!
 
Arrivato alla hörnlihütte l'attenzione era tutta per il racconto della cordata che aveva fatto in giornata la parete .. sembrava come chiedere il bagno al cameriere in un ristorante: "in fondo a destra" … il tracciato si riassumeva in queste poche parole .. "in fondo a destra" .. con l'aggiunta di un "se ad un certo punto non sai dove andare, vai a destra".
 
Dopo un po di discussione con le varie cordate al rifugio un po di matematica elementare porta a 6 il numero delle cordate che la mattina dopo partiranno per la parete nord.
 
Alle 3h lasciamo il rifugio, con due cordate del gruppo d'elite del club alpino francese che a passo di maratona schizzano davanti.
Passiamo il salto di roccia veramente instabile che porta sul plateau glaciale sotto la parete nord.
Gli amici francesi sono già lontani, ed avranno il tempo di sbagliare via, scendere in doppia e ripassarci davanti proprio all'inizio della diagonale, la dove si lasciano le pendenze di neve per iniziare a masticare il pane di cui la parete e' fatta: misto, misto, et ancora misto, il tutto condito con sottili strati di ghiaccio.
 

Diagonale

 

Ed e' qui che il cameriere ci ricorda "in fondo a destra" .. dopo aver salito, tenendosi a destra , le pendenze di neve, si attacca la lunga caratteristica diagonale (sotto la protuberanza rocciosa che inizia dopo il rifugio solvay)
 
Attacchiamo la diagonale in parallelo con una cordata di simpatiche guide. La dove la diagonale si raddrizza diventando più' verticale, partiamo a destra, superiamo uno sperone (un piccolo Frendo, ci aveva detto la cordata del giorno prima), saliamo in diagonale una lunghezza e poi di nuovo traverso a destra, fino ad una decente sosta (una delle poche dove si possono far riposare i polpacci).
Segue un passaggio di misto molto delicato, e molto poco assicurabile (come del resto tutta la parete), e poi una lunga diagonale a destra, su placche ricoperte di ghiaccio (non troppo spesso), per arrivare ai piedi di una bellissima cascata di ghiaccio. Qui, a grande dispiaciuta dei nostri polpacci visto la scarsità della sosta, abbiamo dovuto aspettare un po' per l'ingorgo formato dalle varia cordate.
 
Cascata

 

Cascata superata e di nuovo traverso (delicato) a destra, e poi via per qualche lunghezza su buona neve / ghiaccio (sempre in diagonale a destra, mi raccomando), passando sotto (e a destra) a un naso di Zmutt in miniatura. E poi dritti su terreno misto per qualche lunghezza fino a raggiungere la cima la dove si incontra con la cresta di Zmutt.

 

Ultimi tiri

 

12h30 arriviamo in cima, dopo 9h30 sulle punte dei poveri ramponi martoriati dal troppo misto ..

 

Un riassunto della parete in qualche parola

  • Fidatevi dei pochi millimetri della punta estrema dei vostri ramponi e piccozze .. in molti passaggi e' tutto quello che vi tiene attaccati alla parete
  • Viti a ghiaccio imperativamente corte .. le medie restano sistematicamente fuori
  • Polpacci allenati .. o soffrirete come non mai
  • Ricordatevi del bagno al ristorante: in fondo a destra

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Novembre 2011 11:56