| {h1}Costantini-Apollonio, Tofana di Rozes.{/h1} |
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| Scritto da Alessandro |
| Venerdì 27 Agosto 2010 14:52 |
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La Costantini-Apollonio è una grande classica della conca d'Ampezzo e la salita “regina” della Tofana di Rozes. Stiamo sempre parlando di vie storiche, con difficoltà classiche o poco più. La sua apertura nel 1944, in pieno periodo bellico da parte dei due giovani alpinisti cortinesi, costituì una grande impresa. La via risale la bellissima muraglia, davvero impressionante per la sua verticalità se vista frontalmente, sfruttando una linea evidentissima, una spaccatura che parte dal ghiaione sottostante e continua fino in cima. In realtà la via non affronta l'ultimo muro strapiombante giallo in alto, ma devia a sinistra, aggirando lo spigolone e uscendo su una forcella 30 metri sotto la vetta del pilastro. Il percorso si divide in tre parti: la prima su roccia grigia compatta, la seconda su roccia gialla centrale e l'ultima che va calando di difficoltà ma che bisogna prima conquistarsi col celeberrimo tiro della “schiena di mulo”. Queste tre sezioni sono divise da due cengie della parete. Il tratto chiave si trova nei due tetti gialli separati da un fantastico muro verticale a tacche e dal camino della “schiena di mulo”. Questa via non offre problemi di orientamento e la relazione di Bernardi è molto precisa e affidabile. E' giustamente considerata una salita abbastanza atletica, quindi anche se i chiodi in posto sono sufficienti e i tetti superabili in artificiale, sicuramente è da affrontare solo se fisicamente preparati. Dopo recenti piogge i tratti duri della via, che presentano gli appigli/appoggi obbligatori piuttosto levigati, risultano davvero viscidi, per non parlare del camino della “schiena” che diventa qualcosa di veramente orrido... Per una ripetizione consigliamo 16 rinvii (questo vi permetterà di poter attaccare tiri corti nel caso voleste), friends piccoli e medi (fino al 3/3,5 BD, cmq il 3,5 non strettamente necessario); dadi, martello e chiodi non li abbiamo usati pur avendoli, ovviamente in una parete così sembrerebbe imprudente non portare un paio di chiodini per ogni evenienza... Se si ha intenzione di tentare la libera è opportuno avere uno zaino solo e cmq cercare di essere leggeri, ma poi questo dipende senza dubbio dal proprio livello e dalle proprio abitudini. Foto sopra: la contagiosa e feroce determinazione di Paolo...:-) Nelle tre foto sopra: fessura di attacco e primi tiri; Foto sopra: il tratto centrale sulla roccia giallo/rossa; Due foto sopra: il primo tetto; Due foto sopra: il bellissimo muro verticale a tacche tra i due tetti; Foto sopra: stesso muro ripreso dall'alto, dalla sosta appesa sotto al secondo tetto; Foto sopra: il secondo tetto;
Foto sopra: i primi metri della schiena di mulo; Foto sopra: l'uscita del tiro della schiena di mulo; Prosecuzione della spaccatura sopra alla schiena di mulo, così per altri due tiri; Penultima foto: il canale da risalire per uscire alla forcella; Ultima foto: un tratto esposto della discesa, peraltro molto comoda e veloce. Dedico con simpatia e in amicizia questa salita a Fabio Sax che sin da quando avevo 14 anni l'ho sentito pronunciare verso la “vittima” di turno, colpevole di qualche incertezza tecnica o motoria: “Quando la farai te una via come la Costantini-Apollonio?”
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Agosto 2010 15:11 |