| {h1}Piz Ciavazes, via Micheluzzi. "By Quelli forti"{/h1} |
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| Scritto da Nuovomattino |
| Lunedì 02 Agosto 2010 07:25 |
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Domenica 25/07/10 – “Quelli forti” – Via Micheluzzi – Piz Ciavazes, parete sud. Lettura vivamente sconsigliata ai deboli di stomaco, agli alpinisti in punta di forchetta ed a tutti coloro che non sanno cosa significhi stare a 200 metri da terra appesi ad uno spago con una famiglia di alieni che vuole abbandonare il tuo corpo passando dalla valvola della pentola a pressione. NON DITE CHE NON VI AVEVO AVVERTITO!!!!! Se il parametro per stabilire i nostri progressi fosse in Micheluzzi, intitolerei questo articolo “piccoli alpinisti che crescono”…l’anno scorso infatti io el Gallina abbiamo ripetuto la via piccola di Luigi, qui al Ciavazes. Che dire…? non fu un’esperienza entusiasmante e francamente mi ero ripromesso di non ripetere altri percorsi di questo noto alpinista poiché non avevo provato una particolare empatia nei suoi confronti…però il tempo passa, si diventa forti :-) :-) :-) ed aumenta il desiderio di misurarsi con roba che ci preoccupa un po’ di più. Nello squadrone la Fenice, numerosi compagni di cui ho una notevole stima e considerazione hanno ripetuto questo itinerario, pertanto, vista anche l’insistenza di Vallespluga, stabiliamo di ripartire per liberare il Dio Ciavazes da questa incombenza. A dirla tutta l’idea era di attaccare da li e deviare successivamente sul diedro di Ermanno, ma per mia fortuna sabato ha piovuto a BBestia e temendo di trovare bagnato abbiamo procrastinato il progetto. Io mi cagavo letteralmente addosso alla sola idea di trovarmi sul VI+ unto……senza le patate e la friggitrice! Il programma era come di consueto quello di partire venerdì sera, dormire di merda su al maso in ambienti umidi come le grotte di Frasassi, sabato colazionarsi come degli obesi a digiuno da una settimana e poi scalare da Dio come facciamo sempre…(ora potete anche orinare se volete!!!) Nel corso del viaggio, Ahlbrak ci ha telefonato per sbeffeggiarci, coprirci di ridicolo e infierire con illazioni relative alla nostra capacità di consultazione dei bollettini meteo, poiché al TG5 avevano detto che NOE’ era in vacanza proprio in Trentino. In barba al nuovo fortissimo INA (frocio falesista), sabato abbiamo trascorso una bella giornata sollazzandoci con un pranzo luculliano e pregevoli libagioni…………ma il conto alla rovescia era già iniziato e via via la nostra sicurezza e spavalderia andava scemando cedendo il passo alla concentrazione ed all’ansia incalzante che sempre precedono una salita impegnativa… …Eccoci dunque in fila all’attacco…ore 8:00 mi pare, una cordata è già alla prima sosta ed altre tre si stanno preparando, dietro di noi arrivano due ragazzi, un alpino ed uno dell’esercito entrambi in servizio ad Aosta, e poco più tardi altre due cordate pronte all’assalto. Già avevo capito l’andazzo! Attacca l’anziano, IV poi più duretta, V, ma tanto a lui non gli cambia, la sua velocità di locomozione è la stessa sia che si tratti del 7A che del percorso cucina - gabinetto. Bel tiretto comunque! Ora parto io, V+…immaginavo che i soldati fossero molto forti anche perché non credo che ad Aosta facessero pesca d’altura, quindi cedo il passo; lascio che il primo si alzi di qualche metro poi il fatidico…”Ro vado eh…occhio!”…poi (nella mia mente) “mmm, aspetta un po’…allora triboli anche te testa de cazzo!?”… Ryan giunto allo strapiombino c’ha pensato, na madonna se c’ha pensato!… Vediamo un po’!?? Arrivo sul passaggio delicato e capisco cosa aveva impensierito il Killer che mi precedeva…il chiodo sotto c’è e va bene, ma sopra è duro e non vedo nemmeno una protezione…studio opportunamente la cosa e definisco una sequenza che dovrà permettermi di riprendere fiato qualche metro più sopra dove ne avrò sicuramente bisogno, e di mettere qualcosa. Fila tutto liscio ed apprezzo particolarmente anche la sequenza; motivato e soddisfatto procedo molto concentrato, giungendo in sosta dopo un tiro che ritengo impegnativo e molto bello. Dobbiamo velocizzarci, così stabiliamo che Bobby prosegua al comando per due lunghezze sino all’inizio del traverso. Si tratta sempre di V e VI per cui non ci si rilassa; a me il passagio di VI non è affatto piaciuto…c’è un fix che serve per azzerare ma non ad evitare il volo sulla sosta. Certe cose continuo a non condividerle…si tratta di vincere una placca solcata da una piccola fessura obliqua svasa, con i piedi su appoggi svasi e prese per le mani svase…cazzo se sapevo portavo i “sfiori” da mettere negli “svasi” così lo abbellivo il passaggio! Arriviamo al traverso…il capo dell’altra cordata si lamenta per l’odore nauseante generato dalle feci deposte da un predecessore proprio ad un passo dalla sosta e lo manda più volte a morire ammazzato…io nel frattempo non capisco se ho le doglie o se il pranzo del giorno prima vuole uscirmi dal culo tutto insieme in un colpo solo, così sfruttando la base odorosa che mi forniva l’opportuna copertura sgancio una loffa tipo disastro di Chernobyl. Qualche istante dopo l’altro capo cordata attribuisce nuovamente epiteti irriferibili al cagone che probabilmente era già morto dati i colpi che gli ha lanciato ma per mia fortuna lo sapevamo solo in due…io è Gesù. Con la morte nel culo inizio il traverso di cui concatenerò due tiri…”mmm…figo…mi piace…tosto però eh…ma dove saranno tutti sti chiodi che hanno detto…vabbè…andiamo avanti…oh però cazzo è dura qui eh e non c’è niente…ecc ecc. Secondo voi io potevo passare dov’era più facile o meno dura che dir si voglia? Chiaramente no!!!...perché sono troppo forte :-) ! I fottutissimi chiodi erano tre metri sotto ai miei piedi dov’era decisamente meno impegnativo…io ho visto un chiodo all’inizio del duro che induceva a salire obliquando (esattamente come relazionato) andando verso la base dello strapiombo dove poi ho pensato che avrei potuto integrare e trovare gli altri ferri salvifici che in alcune relazioni erano stati definiti poco visibili. Io infatti ne vedevo uno solo ma ancora non avevo capito una cosa: in primis che non sono un cretino e che su questa via ci sono veramente tanti chiodi ed anche qualche sosta che non centrano niente e che possono trarre in inganno mettendoti nella merda nera…per cui attenzione!! Sono stato costretto a procedere obliquando verso il basso per diversi metri per ritrovare il cosiddetto “facile nel difficile”…mi sono comportato bene, avevo i nervi saldi e nonostante la variante certamente più dura mi è piaciuto molto. Riattacca Roby…su questo tipo di progressione primo o secondo non cambia…la protezione non ce l’hai sopra o sotto ma a sx o dx e se voli te sfracelli alla stessa maniera. Comunque per chi la volesse fare ragazzi è proprio bella… equilibrio, tecnica e capacità d’individuazione della linea sempre presenti. Non devi volare, in montagna è vietato si sa, ma sul traverso devi proprio farne a meno. Si sale e si scende in continuazione e per il secondo è sempre impegnativo…i tratti in discesa soprattutto, dove una volta tolta la corda dal rinvio devi disarrampicare per diversi metri senza la minima tutela. “Saranno le montagne russe, sarà la ricotta affumicata o la polenta alla brace ma io adesso sto proprio male Robi” che c’hai te fanno male i piedi un ‘altra volta?....no no…porca troia…tieni prendi sta roba…aiutami…ma che cazzo fai?...mi sto per cagare sotto RO! Aiutami!!!...ma come aiutami?...to to prendi tutto attaccalo alla sosta…vabbè dai stai calmo…RO! Non è un problema di calma e la mmerda che vuole nascere! Oddio non ce la faccio più! Dai slacciami i cosciali..fatto…(sosta appesa sul baratro più totale)…allento leggermente l’imbrago ed incito il mio fido compagno (rideva come un bastardo) ad aiutarmi ad abbassarmi i pantaloni….Dammi un po’ di corda dai che così sono impiccato come un cane!...oddio…cristo santo…madonna mia… Un macello ragazzi che non potete immaginarvi…no no voi non potete immaginarlo! Io non ho mai sentito Gallina ridere così di gusto e nel contempo essere in preda agli strangoloni...Fortunatamente eravamo muniti di carta da fornace così è stato tutto regolare se non fosse per un simpatico dettaglio…i leggiadri foglietti imbrattati svolazzavano sospinti dalle correnti ascensionali insidiando noi e la cordata che ci precedeva. Ora so per certo che qualcuno mi odia profondamente…! Come degno appartenente alla sacra scuola la Fenice risorgo dalla cloaca e mi riattivo. Attenzione! Per chi l’andrà a fare…consultando la relazione vedrete che c’è il tratto di VI in discesa; ciò corrisponde a verità ma non fatevi fregare: dalla sosta si vede un chiodo molto basso ma se lo raggiungete subito mettete in serio pericolo il vostro secondo senza alcun motivo reale. Invece dovete procedere in traverso, allo stesso livello circa, e poco più avanti troverete due chiodi uno dopo l’altro che prima non si vedono. In seguito giungerete alla zona dove è necessario disarrampicare ma è meno pericoloso. Ancora attenzione! Riparto io..non fatevi fregare! Dopo aver aggirato una specie di spigolo, passagio sostenuto ed esposto, dovrete vincere uno strapiombo e puntare verso una fessura. E’ V ed ho trovato dello sporco poco invitante così ho optato per seguire dei chiodi più bassi che seguivano una linea apparentemente facile, ma mi sbagliavo! Andate nella fessura! E’ sicuramente meglio e meno pericoloso! La serie di protezioni presenti su questo tratto di parete vi condurrebbe sotto ad una grotta. Fino a qui è arrampicabile, dopo sono cazzi acidi!! Ecco perché l’altra cordata è stata ferma mezz’ora…sai che la sosta e 7/8 metri la sopra da qualche parte, la relazione dettagliata coincide ma senti che stai facendo una cazzata. Qualcosa ti dice che di la era meglio. “Non posso scendere perché se parto qui il cordino sotto non mi tiene (ho lasciato uno di quelli vecchi perché la sosta la dovevo attrezzare io su clessidre e la roba mi serviva). Se traverso la corda non mi scorre, qui strapiomba e c’è una scolata di terra che ha imbrattato tutto…uff, come faccio? Provo a scendere un po’ e guardando in alto sopra la grotta vedo un chiodo…allora non sono fuori via!…niente, devo andare su dai, forza e coraggio. Con delicatissimo passaggio supero lo strapiombo, eseguo un movimento da contorsionista per moschettonare ed ho una bella sorpresa del cazzo… il chiodo del 1936 a.C. ha l’anello completamente sbrancato ed è inservibile. Ricordo di aver visto un bucone infognato dentro la grotta e riesco ad infilarci ottimamente un BD giallo che mi da la spinta per ripartire e giungere qualche metro dopo su di una comoda cengia dov’è allestirò la sosta come previsto. Bobby mi ha fatto i complimenti e ne sono stato fiero. Ora riparte lui e risolve una lunghezza molto interessante così immediatamente gli restituisco i complimenti ma sarà sopra che in modo entusiastico gli esternerò tutta la mia ammirazione e stima. C’è da dire una cosa…ci sono chiodi ovunque e non si sa dove ti portano. Sbagliare è molto facile e per alcuni, tipo noi, è quasi automatico. Non c’abbiamo capito più niente ad un certo punto. Io salivo sul V-, relativamente più rilassato avendo metabolizzato il carattere della via, poi ad un tratto capisco che se punto a quella sosta li sopra probabilmente muoio. Ho scalato un tratto di circa tre metri e mezzo che sarà stato almeno almeno 6a, con chiodo alla base della placca subito sopra una cengia su strapiombo, piantato verso il basso, senza alcuna possibilità di proteggere. Mi sono fermato, ho guardato la sosta ancora 4 metri avanti ed ho pensato: (come direbbe il Trucchione) li non ce vo, ce mandi a tu madre, a tu padre e a tu nonna ma li, io, non ce vo (lui ci metterebbe anche un te spacco la bocca). Riesco a scendere e vedo una sosta su fix 10 metri in alto a sx, ma la corda tira tanto perché scorre nel diedro sottostante ed io mi sono rotto le palle. Faccio una sosta e recupero il mio caro amico. Sopra crediamo di esserci…Bobby riparte, dovrebbe essere IV e IV-…lo osservo sperando che mi conduca fuori da sta benedetta via in fretta che c’ho fame, ma tribola come na bestia. Ci parliamo un po’ e decidiamo che la direzione migliore sia da un’altra parte così dopo ancora due tiri dove continueremo a trovare qualche chiodo finalmente siamo fuori e ci abbracciamo!!!! Come sempre faccio i complimenti al mio socio con il quale ormai condivido queste belle esperienze da più di due anni. Siamo affiatati, ci capiamo, ci divertiamo e soffriamo insieme. È bello poter raccontare queste storie a modo mio con la speranza di regalarvi sorrisi e di riattivare i vostri più bei ricordi vissuti con i compagni a cui vi siete legati sia con la corda che con il cuore. Auguro a tutti buone ferie e buone scalate…e ricordate di non muovervi mai dal facile!!!! |