| Monte Vettore, parete sud est |
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| Scritto da gabriele |
| Giovedì 15 Luglio 2010 07:19 |
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Venerdi 9 luglio col caro Cristiano, compagnio di avventure nelle zone più remote e selvaggie dell'appennino, ci incontriamo alle ore 6.00 a Forca di Presta. Sulla Piana di Castelluccio nebbia e qualche macchina di fungaroli, verso >Forca di Presta il cielo si apre, la giornata è bellissima....ci avviciniamo all'imponente parete sud est del vettore da un fosso che intercetta la strada che scende a Pretare...sinceramente non avevo mai osservato questa parete dal vivo con fìni arrampicatori, anche perche proveniendo dal versante "tirrenico" non ci passo mai sotto con la macchina. Improvvisamente mi accorgo della bellezza e dell'imponenza di tale parete, con la luce del mattino bassa, l'immagine è ancora più suggestiva, e l'aspetto dolomitico fa ricordare ben altri luoghi... Beh cominciamo a salire nel bosco, non troviamo una traccia definita e andiamo su "a rocchio" per un'oretta e mezza circa fino ad arrivare alla base della fascia inferiore, dove l'intenzione è di salire "lo spigolo dell'orso". In prossimità dell'attacco dello spigolo, troviamo uno, due...tre spit...parte Cristiano e vien fuori che dopo 35 metri gli spit sono 12 (me pare..)...ci rendiamo conto che abbiamo preso una via "moderna" con un primo tiro bello su roccia buona e difficoltà sul 6a. La linea seguirebbe e non sembra nemmeno male ma alla sosta decidiamo di ripiegare sulla via classica pochi metri a sx (abbiamo voglia di classismi..), parto io con un traversino di 5 metri mi ritrovo sul filo dello spigolo, qui la roccia non è poi cosi buona ma l'arrampicata diviene più "interessante", faccio una tiro di 30 metri su diedri e poi un traversino verso sx (1 ch.) che porta dentro un ampio camino dove sostiamo. Parte poi Cristiano affronta la serie di camini , in un tratto molto largo e faticoso (1 ch.) fino a dove strapiombi obbligano a uscire da un diedro a sx leggermente strapiombante. Sul diedro c'era un chiodo evidente nella fessura ma c'è rimasto in mano, subito all'uscita del diedro un altro chiodo, poi la roccia peggiora e si fa piu facile, Cristiano prosegue per altri 30 metri fino a sostare. Le difficoltà sembrano scendere, parto io dopo 30 metri di IV/IV+ su roccia mediocre un passo (bello) di VI/VI+ protetto da chiodo con cordino...poi placche e strapiombini su roccia cosi cosi portano a 20 metri dalla cengia terminale...parte Cristiano e affronta un altro passo di V+ e poi ci troviamo sull'erba....la fascia inferiore l'abbiamo superata in poco piu di 4 h....fa caldo da morire..beviamo un po e ci avviciniamo alla soprastante parete della Piramide. L'ambiente è grandioso, si passa su delle placche liscissime, si aper morfologia (sono faccie di strato) che per l'azione abrasiva delle scariche di pietre e neve che qui sono veramente costanti ...dopo 50 min di cammino, alle 13.00 attachiamo la via Dany (la classica della piramide). Le difficolta sono ben meno elevate della via sottostante e affrontiamo i primi tre tiri in meno di un'ora, l'arrampicata è piacevole, su roccia dolomitica, che brilla alla luce del sole...bianca di una purezza incredibile, purtroppo non si puo dire lo stesso della sua compatezza...ma con attenzione permette di essere scalata senza troppo stress. Procediamo nel camino colatoio centrale fino sotto gli strapiombi, qui la roccia cambia ed è molto più fratturata..l'arrampicata diventa faticosa dal putno di vista psicologico, si puo proteggere poco e dopo una sosta con due chiodi (da collegare) parte Cristiano che "infila" un paio di chiodi (un chiodo a U rimarrà in parete sulla fessura da dove abbiamo cominciato il traverso). Il traverso è facile (IV) ma la roccia va costantemene pulita e tastata. si sale e si scendelungo una cengia in un bel canale dove si sosta comodamente. Da qui con una tirata di 60 metri, siamo fuori dalla roccia e dentro i prati verticali che se umidi sicuramente presenterebbero problemi alla progressione. dopo 100 metri di prati e roccete siamo in cima alla piramide. Le ammoniti fossilizatesi 200 milioni di anni fa ci fanno compagnia..il caldo e la sete ci hanno un po devastato sono le 18.00, decidiamo di salire in vetta (la prima volta per Crisiano!!) e poi scendere a Forca di Presta ...c'è tempo per un paio di funghetti lungo il sentiero che me so magnato in insalata. Sicuramente un viaggio meritevole di una visita, occhio che il dislivello è di circa 1300 metri, e l'arrampicata su roccia di più di 500 metri. L'esposizione è sempre massima poiche sia la fascia inferiore che la piramide sono verticali, il panorama che si gode dalla piramide è sempre spettacolare, proprio un bel posto se non fosse che ogni tanto (abbastanza spesso) qualche fischio di pietra di fa ricordare di muoverti e di non temporeggiare troppo sulle soste a contemplate l'appennino. Almeno tre soste della via Dany sono sotto lo scarico del primo di cordata, quindi è indispensabile da parte del primo di cordata una certa "delicatezza" nel muoversi, per chi sta in sosta ho appurato che lo zaino allongiato sopra la sosta puo essere un ottimo riparo!!
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Luglio 2010 16:31 |