Aquilotti '75, Corno Piccolo.
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Scritto da Nuovomattino   
Venerdì 09 Luglio 2010 09:34

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Salita effettuata da Simone Stramaglia, Roberto Gallina, Roberto Del Papa.

Narrazione di Simone Stramaglia.

Io ed il mio caro compagno d’avventure Bobby GPL, eravamo assolutamente determinati a ripartire per le Dolomiti con l’intento di ripetere un’altra bella classica, ma a causa di un contrattempo abbiamo deciso di dedicare alle attività ludiche soltanto il sabato e di dirigerci verso il Gran Sasso. Questa volta il sodalizio è stato arricchito dalla presenza del simpaticissimo Roberto del Papa al quale aimè, ancora non ho appioppato alcun soprannome.

Venerdì sera ho chiesto la cortesia all’anti Nosferatu (dai miasmi d’aglio che emana) di dormire a casa sua per evitare un’alzataccia bestiale ed anche per trascorrere la serata in compagnia; in effetti ero veramente molto teso in quanto mancavo dal Gran Sasso da lungo tempo e questa montagna mi ha lasciato delle cicatrici che ancora sento pizzicare, quindi piuttosto che stare a casa mia a macinare ho ritenuto opportuno distogliere l’attenzione da pensieri negativi.

Il Gallinaceo è stato così gentile da farmi persino riposare nel suo stesso letto….ora sarebbe meglio che voi tutti metteste da parte la vostra dabbenaggine ed evitaste di trarre conclusioni a sproposito…stronzi! Nessuno dei due ha tendenze strane ed il pertugio lo utilizziamo solo per i retro razzi.

Durante la notte ho pensato in più occasioni di telefonare a padre Carres o padre Meiai poiché zuppa vegetale aveva degli incubi tremendi ed urlava, si sbatteva..al che gli ho chiesto “Robi tutto a posto?..ma lui con voce da soprano mi ha risposto…non ce nessun Robi c’è soltanto Zuhl” così, ho continuato a non dormire.

Ma veniamo alla via….Siamo arrivati agevolmente all’attacco della stessa in compagnia di grandi alpinisti dei quali di seguito riporto l’identificativo: il Pallas, Hartman, il Giudice, Bungalow, e l’apparecchio non da resto.

Dopo essere stati scherniti, subito intimidazioni ed essere stati esposti al pubblico ludibrio da parte di questi cari amici, Robi attacca…per velocizzare l’ascesa decidiamo di dividere il comando in 3 tiri + 3 tiri + 1 con successione Bobby, io ed il santo padre. Appena tocco la roccia e mi sollevo da terra provo una sensazione magnifica…i piedi stanno ovunque, c’è un grip fantastico, la roccia è compatta, lavorata, una vera goduria e stimola l’arrampicatore a salire prediligendo la qualità del gesto.

Sto arrampicando da secondo e mi sento sereno, mi diverto..con la corda dall’alto non avverto la classica tensione e posso concentrarmi sulle movenze e poi le normali attese in sosta sono allietate da divertenti conversazioni con l’altro Roberto.  

I primi tre tiri vanno dal V- al VI e richiedono al capo cordata sempre una certa attenzione ed impegno ma questa volta posso dire che le difficoltà relazionate corrispondono a quanto riscontrato in parete. Le protezioni ci sono…parecchie direi; diversi chiodi, un paio di cavetti in acciaio su masso incastrato e clessidra, se non ricordo male, e comunque data la morfologia della roccia c’è quasi sempre la possibilità d’integrare. Dopo la lama, quando si esce dal diedro sulla sinistra, il passaggio di VI non scherza. Da primo avrei certamente defecato sui miei compagni ma Gallina cantava…che gli venisse un colpo! È una sequenza atletica, sfiora la trucchiogenia…

Da qui in poi parte il sottoscritto…sono un cagone…la calma diventa solo apparente. Sono preoccupato come un assassino alla dogana con un corpo a pezzi nel bagagliaio. Padre perché mi hai abbandonato!

IV+ alla base del diedro poi subito V-…tutto tranquillo…vado su come una viola e le paranoie se ne vanno a fare in culo. Il tiro seguente mi esalto.. per un po’ è VI…ci si alza per qualche metro su di una placchetta verticale, non banale ma fattibilissima…poi bisogna fare un traverso verso sx sempre sul verticale con un passaggino delicato dove ad un certo punto manca completamente il piede sx ma la roccia è super e basta fidarsi dell’aderenza e scappi fuori. Volendo si può azzerare ma vale la pena di provarci; ci sono tre chiodi ed a livello psicologico è come trombare con un’infermiera.

Dalla sosta osservavo i rimorchi ed ascoltavo compiaciuto i loro commenti: “oh ma come cazzo è qui?” “na madonna!” “no no aspetta n’attimo!” “mmmmm…uff” ed io pensavo tra me e me…dai maledetti tirate quei chiodi così magari uno scappa fori e ve mmazzate…. : - )

Finito quel tratto si va a spasso…divertente ed impegnativo al punto giusto.

Ratzinger prende il comando…affronta la rampetta iniziale tranquillo come una pasqua poi salendo la placca svasata…(c’è un breve tratto dove ti viene voglia di sputare sulla parete e provare a metterci le mani per vedere se riesci ad usarlo come appiglio..non c’è niente), ha messo un friend da 0.5 talmente dentro che ho pensato stesse dando lo sciroppo al diavolo. La sosta è comoda, su due fix, e permette al pubblico di osservare quanto sbocca il sangue il primo di cordata per attaccare la fessura. Dopo il traversino ci si trova sopra ad un bel tetto così se voli devi chiamare i pompieri..i chiodi ci sono ma attenzione, uno fa pena. Se sei partito intuendo la sequenza corretta allora avrai nervi intatti ed energia a sufficienza per inserire una fettuccia e moschettonare altrimenti metterai il rinvio così di merda da essere passibile di denuncia financo dal. E.P.A.C.A (ente protezione alpinisti che si cagano addosso).

Il tiro è molto atletico, decisamente intrucchiante…al termine della mia salita mi sono congratulato sentitamente con Roberto..è stato proprio bravo! La via è finita…andate in pace!

Vale la pena di farci un salto..

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